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Giò Ponti

Giovanni Ponti, meglio conosciuto come Giò Ponti, nasce a Milano il 18 novembre 1981; qui studia e si laurea in architettura al Politecnico nel 1921. In questo anno, oltre a collaborare come direttore artistico presso il Museo di Doccia, apre uno studio di architettura insieme ad Emilio Lancia, dando vita ad importanti invenzioni architettoniche nella Milano degli Anni Venti. In un armonioso connubio tra struttura e decori in perfetto Art Decò, si ricordano in particolar modo Casa Randaccio (1924-1925) e la villa Bouilhert a Garches (1927). La sua architettura oscillando tra tradizione e razionalità internazionale si concretizza nelle “case tipiche” in zona fiera di Milano. Alla fine degli anni Venti , Ponti fonda ”Domus” un’importante rivista di architettura e design destinata a rimanere nel tempo uno dei più importanti strumenti di diffusione e sperimentazione su questi temi. Nel 1923 Giò Ponti assume la carica di Direttore Artistico presso la Fondazione Richard-Ginori ; la collaborazione tra Giò Ponti e la Richard-Ginori ebbe il suo primo riconoscimento presso la I° Mostra Internazionale delle Arti decorative di Monza nel 1923, in questa occasione vennero esposti alcuni suoi oggetti che già raffiguravano scelte stilistiche di chiaro riferimento Neo-classico, che saranno successivamente riproposte e sviluppate. Nel 1933 inizia una nuova collaborazione con Paolo Venini creando oggetti in vetro e, nello stesso periodo avvia una nuova fase architettonica più semplice e razionale progettando a Padova la Facoltà di Lettere e il Rettorato dell’Università (1934-1937) , a Roma la Facoltà di Matematica, a Milano Il Palazzo RAI (1939), infine l’opera forse più conosciuta nel 1956, il Grattacielo Pirelli. Nel 1952 si associa con Alberto Rosselli incrementando la produzione del design italiano, utilizza nuovi materiali di recente scoperta, mantenendo però sempre viva una cultura classica come nella realizzazione della “sedia superleggera” di Cassina 1957, proseguì poi il suo cammino di designer fino a realizzare mobili “composti” come l’armadio-camino o le finestre-arredate utilizzando di preferenza il legno, materiale che ben si sposava con il linearismo decò e le nuove tendenze funzionali dell’epoca. Negli anni Sessanta si sposta in Oriente dove progetta e realizza numerosi edifici pubblici e privati (Islamabad, Hong Kong, Teheran). Nel 1937 Giò Ponti muore a Milano, rimanendo nell’olimpo degli artisti come uno tra i più importanti architetti e designer del Novecento, le sue opere realizzate tra Art Decò e Razionalismo, sono celebrate e conosciute in tutto il mondo.

Isabella Del Guerra

GIO' PONTI
San Gimignano
05/03/1994 - 24/03/1994
GALLERIA GAGLIARDI - Via San Giovanni 57 - 53037 SAN GIMIGNANO (Siena) ITALY
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