|



|
 |
 |
Isao Sugiyama
nasce nel 1954
a Shimizu, Shizuoka in Giappone.
Ha frequentato la facoltà di Scultura all'Università di Belle Arti a Tokyo-Zokei,
dove si è laureato nel 1977 e diplomato al corso di specializzazione nella stessa
Università nel 1983.
Nello stesso anno si è trasferito in Italia per seguire il corso di Scultura all'Accademia di Belle Arti a Carrara,
dove si è diplomato nel 1990.
Le opere dell’artista sono esposte in permanenza presso la Galleria Gagliardi dal 2000.
The art works of the artist are in permanent exposition at Galleria Gagliardi since 2000. |
La vita artistica di Isao Sugiyama è in stretta correlazione tra l’artista, la sua cultura e le tradizioni giapponesi, il grande rispetto perla natura, il suo mondo culturale e spirituale. Sugiyama lavora il marmo non trasformandolo, ma aiutandolo lentamente a svelarsi passando dallo stato puramente naturale al biancore inaspettato che esso contiene,allo svelare trasparenze che magicamente riescono a lasciar trasparire la luce, piccoli diaframmi che incatenano lo sguardo e il cuore. Egli lavora il legno, un legno morbido, chiaro, leggero, in perfetto connubio con il bianco del marmo, un materiale che dovrebbe essere in contrapposizione con esso, e invece, sembra quasi una sua normale appendice. Sugiyama si fa strumento, per celebrare la spiritualità crea piccoli templi in luoghi inaccessibili, piccoli santuari che accolgono il nostro spirito; Sugiyama ci suggerisce un percorso impervio, erte scale, strettissimi ponticelli. Una strada difficile, la stessa strada che percorriamo con la nostra vita, alla fine della quale, nel Silenzio dell’Anima possiamo ritrovare noi stessi. Sugiyama celebra la natura rendendole omaggio attraverso se stessa, e in questo c’è la più grande spirituale e profonda poesia che un Artista può creare attraverso la propria sensibilità e le proprie mani.
Isabella Del Guerra
The artistic life of Isao Sugiyama is closely linked to the artist himself, his culture, Japanese tradition, and great respect for nature and his cultural and spiritual world. Sugiyama works marble without transforming it, but gradually helping it progress from the purely natural state to the unexpected whiteness inside, revealing transparencies which magically allow the light to pass through; tiny diaphragms which transfix the eye and the heart. He works soft, pale, light wood which
harmonises perfectly with the whiteness of marble, a material which should be in complete contrast, but which seems to be its natural extension. Sugiyama becomes an instrument for the celebration of spirituality, creating small temples in inaccessible places, tiny sanctuaries which welcome our souls; Sugiyama shows us an impassable path, steep stairs, very narrow
bridges, impossible climbs. A difficult road, the same which we travel during our lives, at the end of which, in the Silence of the Soul, we can find ourselves. Sugiyama celebrates Nature, paying homage through himself and this is the most spiritual, deeply meaningful poetry that an Artist can create, using his own sensitivity and his hands.
Isabella Del Guerra |
|
|
 |
| |
| |
| |
| |
|