Nicola Biondani

Opere

Artista Nicola Biondani

Presente nella nostra galleria dal 2008.

Dopo la laurea presso l'Istituto d'Arte Guidizzolo (MN) nel 1996, nel 1998 consegue il diploma di Maestro d'Arte. Nell'anno accademico. 2002-2003 conclude, presso l'Accademia di Belle Arti "Cignaroli C.B." di Verona, i corsi fondamentali e complementari della scuola di scultura e, nel febbraio 2004, si è diplomato al medesimo istituto. Nello stesso anno entra a far parte come scultore scenografo per Opera Verona dove rimane fino all'anno successivo quando ha aperto il suo primo laboratorio di scultura, da quel momento inizia una fitta attività di lavoro ed esposizione. Le sue opere fanno parte di collezioni private e pubbliche, in Italia e all'estero. Nel 2006, egli è al primo posto nella "Proposta di giovani artisti nel 2006", organizzato dalla Fondazione Toniolo, Associazione Amici di don Angelo Marini. Dal 2008 lavora con la Galleria Gagliardi San Gimignano (SI). Ha collaborato nel contesto di diversi concorsi di progettazione ed è attualmente coinvolto per la creazione di opere d'arte di una nuova chiesa nell'Arcidiocesi di Ugento (LE). Dal 2015 insegna "scultura per gli altri" presso l'Accademia di Belle Arti di Verona. Le sue sculture sono caratterizzate dal perfetto equilibrio che si realizza tra la forza e la leggerezza della materia, sia essa terracotta o bronzo. Biondani gioca con la superficie delle sue sculture e genera vibrazioni e movimenti impercettibili che animano la materia inerte. La presenza delle sue sculture, anche di quelle più piccole, diventa una realtà vitale. Le figure che giocano con il cappotto sono l'attuale massima sintesi che l'arte di Nicola Biondani ha raggiunto. Figure slanciate, corpi snelli avvolti da un mistico silenzio realizzano quello che per Walter Benjamin è la dimensione dell'aura: l'apparire improvviso di una lontananza.()In questo ciclo il gesto del gioco è ciò che permette di scardinare l'effetto meccanico della riproducibilità. Il gioco è sì legato alle regole, ma è anche ciò che permette di superare la mera ripetizione meccanica per tenere continuamente aperta la fertilità del caso. In questo modo il caso prodotto dal gioco nasce dalla semplice e pura creatività. I personaggi con il cappotto giocano con l'indumento caro a Gogol e all'impiegato zelante Akakij Akakievic. Ne emerge una danza silenziosa e plastica che ci richiama il ciclo dei lottatori di Sumo è il gesto rituale del gioco è per eccederli là ove essi non potevano arrivare: la libertà del tempo e del caso.

ATTIMI
San Gimignano
Dal 28/02/2009 al 15/03/2009
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