Contributi

2 Anime, FASOLI
Stefano Gagliardi

2 Anime

Nulla è più difficile che ritrarre il mondo reale
Nel nostro quotidiano viviamo spesso la certezza che tutto quello che è evidente appar tenga alla nostra  sfera reale. Ciò che è evidente ci rassicura, ci appaga, alimenta le nostre certezze. Con l'aiuto delle combinate conoscenze sensoriali, percepiamo, della realtà, quello che principalmente ci serve: l'oggetività delle forme e dei colori nello sviluppo delle superfici. Ma, per un'artista, nulla è più difficile che ritrarre il mondo reale: molte sono le equazioni da risolvere per raccontarne le moltecipli verità e Marica Fasoli conosce bene questa condizione e il disagio che ne può derivare.
Qual'è la realtà alla quale l'artista Fasoli rivolge il suo sguardo?
Nella sua pittura il pennello costruisce sapientemente immagini realistiche, l'occhio rincorre l'ossessività del dettaglio per una compiuta e particolareggiata ricomposizione delle superfici. Ogni sua opera  diviene magicamente contenitore di presenze e di assenze. Che siano composizioni di oggetti o felpe, camice indossate, il contenitore si trasforma in un luogo dove la drammaturgia dell'evento si compie. In questo sorta di compimento del mondo reale, l'oggettivo si arrichisce di connotazioni e significati. Nelle pitture tridimensionali gli oggetti sembrano dialogare nello spazio contenitore  definito dall'artista: nello spazio che viene variamente circoscritto qualcosa è sempre accaduto e spesso rimane traccia di un passaggio. Gli oggetti non denunciano solo la loro presenza oggettiva ma sembrano reclamare la loro appartenenza alla vita in virtù del proprio naturale divenire. Sono scelti dall'Artista come presenze evento comunque partecipi di un messaggio a volte celato e silente. Non sono mai nature morte... sono nature vive!
Il titolo della mostra “due anime” lascerebbe intendere che l'artista nel suo operare  percorra due visionarietà con  sensibilità differenti e diverse genesi creative: come se le due indagini pittoriche perseguano percorsi paralleli attraverso rappresentazioni differenti e distanti.  Ma questo è solo in apparenza. Nella serie di opere “Invisible People”, ancora una volta Marica Fasoli parte sempre dal contenitore;  in questo caso ne ribalta complet amente il ruolo: l'oggetto involucro, felpa o camicia che sia, una volta privato del proprio corpo e di ogni possibile dettaglio narrativo, diventa esso stesso soggetto d'intensa narrazione. Il contenitore involucro non è più il luogo oggetto dell'evento, è invece l'evento stesso. Questi abiti non vestonono corpi, bensì stati d'animo tutti  protesi a situazioni interiori,
I suoi soggetti si pongono come silenti spettatori prigionieri di un tempo sospeso: vere e proprie metafore della moderna condizione umana. Non ambiscono a spazi condivisi, rimangono in attesa, paghi di una condizione comunque rassicurante.
 
Galleria Gagliardi - 2013: mostra personale "2 Anime" di Marica Fasoli,  testo di Stefano Gagliardi